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Museo Archeologico Bitonto

Il successo di un museo non si valuta in base al numero dei visitatori che vi affluiscono, ma al numero dei visitatori ai quali ha insegnato qualcosa.
(…) Non si valuta in base alla superficie, ma alla qualità di spazio che il pubblico avrà percorso traendone un vero beneficio. Questo è il museo. Se non possiede tali caratteristiche, è solo una sorta di “mattatoio culturale” 
(George-Henri Rivière)

Un contenitore dove spesso il contemporaneo si trova a dialogare con l’antico e l’antico si intreccia col moderno; un luogo di tutela impegnato a classificare e a ordinare il già-noto ma anche a rileggere e a riscrivere rilevanti momenti dell’archeologia e della storia dell’arte. Lungi dal configurarsi come tempio di stanchi riti sociali o come rifugio dove si va una sola volta nella vita, questo micromuseo non è una macchina per l’intrattenimento di massa ma un luogo di formazione che vuole saldare il momento dello studio con la capacità di comunicare e di divulgare. Uno spazio  pubblico in cui ci si può recare più volte in un anno. Un po’ come quando si va in una biblioteca per leggere o consultare un libro. Lì è possibile abbandonarsi al docere delectando. È una istituzione democratica, profondamente umanistica, nobilmente politica, perché cruciale nella vita della polis. Versatile ed esposta a tante interferenze, capace di cambiare in continuazione, un’officina del sapere che non risolve la propria missione organizzando rassegne ed esposizioni effimere, ma non smette di contribuire alla promozione del patrimonio culturale del proprio territorio. “Il museo è una istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”.