Quattro parigine al Museo

di Nicola Pice

La visita odierna di quattro parigine al Museo archeologico di Bitonto merita di essere raccontata.

Alle dodici giungono al museo, le guido nelle tre sale, illustrando la storia del museo, la ricchezza dei vari reperti ritrovati nella necropoli di via Traiana. Le trovo interessate a cogliere gli aspetti della s
ocietà peuceta: il modo di abitare, le pratiche funerarie, la cultura materiale, le forme dell’alimentazione.

Si giunge all’ultima teca che contiene un corredo di donna appartenuta alla classe emergente: mostro le foto delle fasi del rinvenimento, la sorprendente scoperta di trovare reperti sospesi alle pareti per mezzo di chiodi in ferro di contro agli altri dislocati sul fondo, i vasi a figure rosse, tutti decorati con volti femminili di profilo. Essi rimandano all’attività del pittore di Sèvres, personalità individuata da Trendall, che adotta un particolare modo di raffigurare gli occhi a parte la cura nel decorare orecchini e cuffie che raccolgono i capelli.

Resto sorpreso nell’ascoltare una dell’équipe; ‘Siamo venute al vostro museo per questi reperti’. Le chiedo la ragione. Mi svelano la loro identità: Claude Pouzadoux e Évelyne Prioux professoresse dell’Università di Parigi Nanterre, Marlène Nazarian-Trochet ricercatrice, Rozenn Douaud disegnatrice.
Fanno parte della spedizione ‘Dominique Vivant Denon’: sono venute per ricollegare il Musée national de céramique di Sèvres con i luoghi percorsi dal giovane Dominique-Vivant Denon, che portò via dall’Italia nel 1785 oltre 500 vasi poi venduti al re Luigi XVI e a Madame Pompadour. Denon era stato ingaggiato da Jean-Benjamin de Laborde e l’abate Saint-Non per dirigere una équipe di disegnatori, al fine di redigere un diario di viaggio illustrato che sarà poi il celebre Voyage pittoresque.

Il progetto ACuTe “Antiquity in a Cup of Tea”, perseguito dalle quattro studiose, mira a riprendere lo studio dell’antichità nelle collezioni ceramiche del museo di Sèvres e a rintracciare il più possibile l’itinerario pugliese della spedizione, cercando di individuare i siti archeologici attraversati, le possibili aree di scoperta e i punti di vendita di vasi antichi vicino a queste zone archeologiche. Tale ricerca, con lo scopo di ponderare la ricezione dell’arte antica nella famosissima produzione dei ceramisti della manifattura nei XVIII e XIX secoli, tende a ricostruire alcune fasi fondamentali del processo creativo. Nel contesto del progetto ACuTe l’analisi del viaggio di Denon consente di individuare, almeno in parte, le aree di provenienza di diversi lotti di vasi apuli, e in alcuni casi di ricostruire in modo più dettagliato alcuni contesti archeologici.

E qui Bitonto fa anche la sua parte.

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